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sabato 9 aprile 2011

Andiamo sul classico

Troiate vintage:

'o comandante clusò ha detto...
Ciao Reflex, non vorrei che fosse come qui: danno una grossa spruzzata la mattina presto e poi, durante il giorno, lavorano con le scie di mantenimento, a quote superiori ai 5000 metri, ragione per cui non si vedono. Il cielo però, qui almeno, non è blu, ma azzurro pallido e, soprattutto, non c'è una sola nuvola. Se, come dicono a martello, l'umidità è elevata, come mai non ci sono i cumuli che si vedono SEMPRE nelle aree non sottoposte ad irrorazione? Il primo campanello d'allarme è la mancanza di nubi cosidette da bel tempo. Sparite! Non si sa nemmeno più come siano fatte, anche se sui libri di scuola ci insegnavano che compaiono quando c'è alta pressione. Il motivo è semplice: le particelle autolevitanti vengono tenute in sospensione grazie al calore ed ai raggi ultravioletti, per cui, con questa nuova metodologia, se non ci sono perturbazioni in arrivo, non hanno bisogno di lavorare con le classiche scie di tipo persistente durante il giorno. I servizi meteo hanno iniziato una campagna disinformativa atta ad instillare la convinzione che, se il cielo è sereno, non vi devono essere nuvole (tranne che le innocue velature, ovviamente). Attenzione quindi, poiché gli stessi meteorologi che fanno da relatori nelle conferenze del cicap (vedi Giuliacci) sono gli stessi che ingannano i telespettatori sulle TV nazionali. Ginger, io penso che tu abbia ragione e d'altronde sono in molti che, autonomamente, hanno compreso dov'è che gli avvelenatori vogliono andare a parare.
ilpeyote ma autolevati tu povero essere e impara almeno l'italiano

Aggiornamento vintage:

'o professò cogliò ha detto...
Ricorderei che usano le scie persistenti per distruggere i corpi nuvolosi e neutralizzare le perturbazioni; lavorano molto di notte ed all'alba, quando pochissimi se ne accorgono; usano scie evanescenti in caso di alta pressione; le onde elettromagnetiche, invisibili, ma micidiali, fanno il resto.
 

lunedì 8 novembre 2010

Le "scie" chimiche di cui ci si deve preoccupare: Quando la morte arriva dall’alto

Metto in evidenza un articolo segnalato da Claudio mediante Facebook.

Quando la morte arriva dall’alto

http://oggiscienza.wordpress.com/2010/11/08/quando-la-morte-arriva-volando/

Qui nessuno ha mai detto che gli aerei non inquinano e non provocano danni all'ambiente.

Su questo articolo si parla dei possibili rischi correlati alla combustione dei carburanti utilizzati dai numerosissimi aerei che solcano i cieli del mondo intero.

Si tratta el risultato di uno studio effettuato dal MIT, il Massachusetts Institute of Technology, in partnership con l’AiR Transportation Noise and Emissions Reduction e pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science and Technology.
Non stiamo mica parlando di ricercatori indipendenti che vedono aerei a 1000 metri di quota e che raccolgono ragnatele.

Lo studio stima che vi siano 8.000 decessi all'anno causati direttamente dall'attività aerea.

Si tratta di uno studio, di una stima.
Difficile stabilire se un decesso è causato dall'inquinamento aereo, da quello del traffico veicolare, da quello industriale, da tutti messi insieme o da altri fattori.
Probabilmente lo studio è errato in eccesso, oppure in difetto.
Dimostra però che si può parlare in modo serio di aerei e del loro impatto ambientale.

Altro che scie comiche, morgelloni, alluminio, polimeri sintetici, nanomacchie, rfid, controllo delle menti e stronzate varie di chi si preoccupa SOLO di normali scie di condensa.
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